L'invecchiamento della popolazione è un dato di fatto inconvertibile. Nei paesi industrializzati nel periodo compreso tra il 1990 ed il 2010, la popolazione oltre i 65 anni crescerà da 143 a 185 milioni e la Provincia di Rimini registrerà il passaggio dal 20% al 24% della popolazione complessiva.
Quanto sopra, ci impone una prima, importante riflessione: la vecchiaia o quella che più comunemente viene definita terza età non può essere vissuta come un elemento di evoluzione negativa, un carico di problemi aggiunti, un investimento a fondo perduto. Invecchiare è una conquista della civiltà, il prolungamento dell'età e l'aumento dell'aspettativa di vita costituiscono indici di progresso civile e culturale.
Una popolazione, quella anziana, che oltre aumentare in senso quantitativo ed anagrafico, riafferma (si veda il dato di partecipazione al voto) il senso dell'appartenenza alla società dalla quale si aspetta misure adeguate per garantire la migliore qualità della vita.
Non a caso la Carta dei Diritti dell'UE, apporta all'art. 25 "L'Unione Europea riconosce e rispetta il diritto degli anziani a condurre una vita dignitosa e indipendente e di partecipare alla vita sociale e culturale?.
E mai come oggi vale il principio che una società si possa giudicare per il livello qualitativo di vita che garantisce agli anziani, non solo per una forma di rispetto retrospettivo verso chi ha dato, nel corso degli anni il proprio contributo prezioso nel lavoro, nella famiglia e quindi nella costruzione della comunità, ma anche per il senso della prospettiva. Mi piace infatti dire che sei i giovani rappresentano la speranza del futuro, gli anziani costituiscono, oggi, la certezza, un patrimonio di esperienze, conoscenze e, soprattutto di vitalità, di voglia di contare.
Al 1° gennaio 2004 la popolazione oltre i 65 anni nel Comune di Bellaria Igea Marina ammontava a 2.862 unità pari al 17,4% sul totale della popolazione, di cui 900 oltre i 65 anni, 1.256 da 75 anni e oltre, infine 706 da 80 anni e oltre.
Si prolunga dunque l'età, l'aspettativa di vita, aumenta "il tempo libero" quindi non può sfuggire il fatto che prima del tempo libero viene l'esigenza dell'autonomia economica e di un sistema sociosanitario adeguato. Continuando in questo senso l'evoluzione demografica, già nell'immediato futuro, avremo i settantenni/settantacinquenni che dovranno prendersi cura degli ottantenni e ultraottantenni. E' vero che oggi la vita si è allungata, ci si ammala, almeno seriamente, più tardi rispetto al passato, ma quando la malattia colpisce a 80 e anche 90 anni, è chiaro che il disagio è totale e, a volte, devastante per l'ammalato e per la sua famiglia inoltre c'è un rischio più grave: se non sarà assicurato un adeguato sistema di sicurezza economica e sociale, il trend demografico potrà avere un brusco arresto.
L'allungamento della vita, infatti, si deve, ai progressi registrati negli ultimi decenni: dall'alimentazione, alla sanità, alle condizioni di lavoro.
Non voglio addentrarmi in una valutazione di natura politica ma le scelte perpetrate ultimamente a livello nazionale, in queste direzioni, non fanno presagire un futuro sereno per le nostre e per le future generazioni.
Voglio dire che non si può ignorare la fascia crescente del disagio sociale che anche in quest'area si vanno manifestando se è vero, come emerge dai dati pubblicati dall'INPS che oltre 15 mila pensionati riminesi ricevono somme mensili al di sotto del minimo. Oltre 23 mila persone ricevono la pensione minima di poco più di 415 ?uro (800.000 delle vecchie lire) e oltre 9 mila ricevono una somma tra il minimo e 516 ?uro (1.000.000 di lire).
Vero è, tuttavia, che esiste un'altra fascia di anziani che può vantare una condizione di vita discretamente serena da un punto di vista economico. Anche dai dati rilevati dall'Osservatorio sulla popolazione anziana della Provincia di Rimini emerge che molti anziani possiedono la casa di propria abitazione, sono in condizione di usufruire di un periodo di ferie tramite viaggi, hanno piccoli risparmi su cui contare per i cosiddetti "imprevisti", godono di una salute relativamente buona, dunque non è detto che oggi, gli anziani, rappresentino necessariamente dei soggetti deboli.
Anche se esiste un nemico più o meno latente: la solitudine, un male che, spesso, sempre più spesso, non risparmia neanche i giovani, l'isolamento sociale, legato alla vedovanza o al divorzio, ha ripercussioni negative sulla salute. Una annotazione particolare va fatta sulla donna anziana.
Sono soprattutto le donne che, vivendo più a lungo, soffrono della emarginazione sociale e hanno i redditi più bassi. E' sempre la donna che si fa carico del lavoro di cura, sia nell'ambito della famiglia che come lavoratrice. Spesso poco tutelata e remunerata. Credo che in questo senso uno sforzo ulteriore vada fatto per assicurare una migliore assistenza ed interventi di sollievo a favore di chi si occupa di persone non autosufficienti, specie quando si trovano loro stesse in condizioni di disagio e di debolezza a causa dell'età avanzata.
Svolgere un ruolo attivo in famiglia e far parte di una comunità, di un Centro Sociale o di un'Associazione religiosa producono invece effetti benefici, migliorano il senso di autostima e consentono agli anziani di apportare un contributo più significativo alla società.
Il Comune di Bellaria Igea Marina e la Provincia di Rimini, sensibili alle tematiche degli anziani, hanno da tempo intrapreso una politica atta a creare i Centri Sociali, sostenuti con diversi contributi per le loro attività e per attrezzarne le sedi. Nella nostra Provincia ve ne sono 17.
A Bellaria Igea Marina dal 2000 é sorto il "CENTRO SOCIALE ALTA MAREA? che annovera circa 900 Soci. Nel suddetto Centro sociale vengono svolte attività culturali, ricreative e sportive ed iniziative di socializzazione e di solidarietà.
Il Buon Samaritano