In occasione della festività di San Giuseppe, l'associazione culturale "Del dire e del fare" ha organizzato la tradizionale focarina del 18 marzo. Questa sera dunque ci vediamo tutti intorno al fuoco nei pressi della scuola elementare "Manzi" (detta anche "Ternana"), gustando - fra un bicchiere di vino e l'altro - trippa e lumachine di mare. Non mancare!
Nel corso del Consiglio comunale di giovedì 11 marzo 2010, con un'interpellanza all'assessore Gori Nicolò Morelli ha richiesto un intervento da parte dell'Amministrazione volto ad avviare le dovute operazioni di potatura ai platani di via Pisino. L'interpellanza - nata in seguito a sollecitazioni giunte da più parti - è stata sottoscritta da 53 residenti di via Pisino, ovvero dalla quasi totalità dei cittadini della zona.
In particolare la richiesta è giunta dopo alcune segnalazioni che denunciavano i numerosi disagi determinati dall'eccesso di fogliame, che da un lato va puntualmente ad ostruire le grondaie e la rete fognaria privata; dall'altro costituisce un fattore di pericolo in concomitanza con fenomeni meteorologici avversi. Per queste ragioni non solo i residenti sono costretti a compiere di anno in anno costose operazioni di manutenzione nelle loro proprietà; ma addirittura segnalano i gravi disagi che si verificano in corrispondenza delle intemperie - anche di lieve entità -, che provocano spesso la caduta di rami pesanti e pericolosi sulle automobili.
I residenti stessi sottolineano poi come sia necessario compiere un'appropriata operazione di potatura anche per il fatto che le alberature di via Pisino sono rette da radici deboli, in quanto molte di esse sono state tagliate durante i lavori di tombinamento del fossato adiacente.
Per ora la risposta dell'assessore Gori non è stata affatto soddisfacente, ma i residenti di via Pisino attendono un intervento concreto.
Nel corso del Consiglio comunale di giovedì 11 marzo, il gruppo consiliare del Partito democratico e della lista civica "Una città per tutti", ha proposto una modifica alla delibera sull'imprenditoria giovanile, al fine di estendere maggiormente la platea degli interessati.
In particolare la proposta di delibera avanzata dall'Amministrazione riguardava le imprese iscritte al registro imprenditoriale nei 180 giorni precedenti alla pubblicazione del bando, ovvero quelle nate negli ultimi sei mesi circa. A tal proposito la minoranza ha rilevato - con un emendamento - come sarebbe opportuno estendere il provvedimento dal punto di vista temporale almeno a tutte quante le imprese nate nel corso del 2009, e non solo a quelle sorte negli ultimi sei mesi, come voleva invece l'Amministrazione, in modo tale da agire in favore di altri giovani imprenditori che operano in regime di crisi economica.
La maggioranza, purtroppo, ancora una volta ha rigettato i suggerimenti costruttivi della minoranza, facendo muro ad una proposta finalizzata in generale al bene della città, e in particolare alle esigenze dei giovani imprenditori. In ogni caso il gruppo consiliare del Partito democratico e della lista civica "Una città per tutti" ha voluto concorrere con il proprio voto favorevole all'approvazione della delibera, consapevoli però che se la maggioranza avesse accolto l'emendamento dell'opposizione si sarebbe giunti ad un provvedimento molto più completo e ragionevole.
Domani sera il Consiglio Comunale discuterà il primo bilancio targato Ceccarelli. Secondo il gruppo consiliare del Partito democratico - che questa mattina ha tenuto una conferenza stampa per esprimere le proprie valutazioni sul bilancio 2010 del centrodestra - "dopo sei mesi di amministrazione non c'è nulla di nuovo a Bellaria Igea Marina".
"Dopo tante scuse che il Sindaco e la sua maggioranza hanno addotto all'immobilismo di questi mesi", affermano i consiglieri del Pd, "il bilancio di previsione 2010 e il piano triennale 2010-2012 degli investimenti potevano essere una buona occasione per far capire gli intendimenti del centrodestra sul futuro della città. Invece ci ritroviamo di fronte ad un bilancio asfittico e assai ingessato senza una vera programmazione di sviluppo economico, turistico e infrastrutturale della Città. Un bilancio ragionieristico, che dimostra l'assenza di idee del Sindaco e della sua Giunta. Cosa si vuole fare del piano colonie? Nel bilancio non vi è traccia.La nuova scuola promessa in varie occasioni dal Sindaco? Non pervenuta.... Addirittura non viene finanziato il raddoppio della scuola Ferrarin, si legge infatti nella parte investimenti alla voce Istruzione elementare un gigantesco meno 1.595.000 Euro, somma che doveva servire a tale opera. Per quanto ancora i nostri bambini dovranno essere 'stipati' in aule strette e privati di spazi importanti quali laboratori e mense? E il ripascimento? Siamo costretti a vedere assottigliarsi anno dopo anno la nostra spiaggia. Poi c'è tutta la parte che riguarda la spesa corrente. Tagli ai servizi alla persona e alle scuole. Contestiamo fin da subito la somma di – 376.000 Euro destinati al servizio sociale e sanitario. A questo punto c'è da stupirsi come l'Udc che ha tanto sbandierato la sua attenzione alle famiglie possa aver benedetto con tranquillità questo bilancio".
Ma c'è di più: secondo il Pd "la maggioranza non ha lesinato sugli incarichi professionali. Rispetto alla previsione 2009 la somma destinata ad incarichi aumenta di € 90.000,00; rispetto alla previsione definitiva 2009 (assestato) registra un più € 125.000,00. Il comune quindi spenderà € 185.000 per incarichi professionali esterni soprattutto concentrati nel settore urbanistica e lavori pubblici".
A questo proposito il Partito democratico ha presentato due emendamenti: "sulla parte investimenti chiediamo che vengano stornati 90.000 euro dagli incarichi professionali alla manutenzione delle Scuole elementari; mentre sulla parte corrente chiediamo di stornare 50.000 euro dagli emolumenti dirigenziali al settore assistenza beneficenza servizi alla persona".
Infine un commento sul turismo e sull'aiuto alle imprese: "Ci aspettavamo anche qui uno scatto in avanti dell'Amministrazione che ha stanziato invece le solite risorse per il progetto Beky Bay senza definire la nuova strategia di marketing necessaria per rilanciare un progetto che ormai è superato e ha bisogno di nuova linfa, e gli investimenti per le imprese riguardano le riqualificazioni dell'Isola dei Platani che peraltro sarà rivitalizzata grazie a finanziamenti provinciali e regionali. Insomma, ancora una volta le idee e le grandi rivoluzioni sono rimaste in qualche recondito cassetto. La maggioranza ha vinto le elezioni ma non sa che pesci pigliare e governa come se facesse ancora opposizione con proclami senza fondamento, idee astratte e annunci di aiuti statali che mai arriveranno. Meno male che non sentiremo più la solita nenia in consiglio comunale circa la mancanza di soldi perchè questa volta il bilancio è opera loro e le risorse che ci sono vengono spese male".
Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Fabrizio Grosoli, ex direttore artistico del Bellaria Film Festival, in merito alle motivazioni con le quali Enzo Ceccarelli tenta goffamente di giustificare il cambio gestionale impresso al festival cinematografico bellariese. Procedendo con ordine, in una prima lettera Fabrizio Grosoli denuncia di essere stato vittima - insieme all'associazione Close up che curava l'organizzazione - di una volgare lottizzazione politica messa in atto dalla giunta comunale ai danni dello stesso Bellaria Film Festival; segue il comunicato stampa con il quale Enzo Ceccarelli tenta di giustificare la propria scelta (vd. allegato); a ciò fa seguito l'intervento di Antonio Tolo (in questa stessa rubrica), presidente dell'associazione culturale Close up, che demolisce le motivazioni espresse da Ceccarelli nel suo comunicato; infine, in ordine di tempo, riceviamo e pubblichiamo di seguito una nuova lettera dello stesso Grosoli che "smonta" punto per punto le argomentazioni di Ceccarelli. Nel numero di gennaio di "Ottopagine" potrete trovare un'ampia inchiesta sul Bellaria Film Festival.
Il Sindaco di Bellaria Igea Marina risponde alla mia “lettera aperta” pubblicata in questi giorni da vari organi d’informazione con un testo colmo di bassezze e meschinità. Non mi stupisce e mi ripugna collocarmi a questo livello. Farò qualche precisazione e poi giuro che non tornerò più sull’argomento.
Dunque il Sindaco considera come una sorta di atto dovuto la scortesia di non avere mai preso alcun contatto con chi aveva diretto il Festival negli ultimi quattro anni neanche dopo aver deciso di mantenere le linee guida di quelle edizioni. La cosa si commenta da sola così come il tentativo di interpretare il pudore e l’educazione (non sono stato io a propormi nel 2006 e a maggior ragione non ho inteso farlo nel 2009 con chi in campagna elettorale aveva accusato il festival di ogni sorta di nefandezza) come un “mancato interesse a proseguire”.
Avrò diretto il Festival per “poco più di un fotogramma” (anche se si tratta di 4 anni di vita e di lavoro appassionato) e certamente lo avrò considerato come “cosa mia”, ma solo a condizione che con questo s’intenda la paternità intellettuale di un progetto (condiviso in toto dalla precedente Amministrazione) che ha tratto linfa dalla pluridecennale storia della manifestazione, ma che nel contempo ne ha profondamente trasformato le modalità, la struttura, i contenuti e che ha riportato l’attenzione dei media e del pubblico nazionale ed internazionale su Bellaria. Almeno questa consapevolezza non potrà essermi scippata, caro Sindaco.
Apprendo poi con una certa desolazione quali siano i motivi per cui quella “polverosa rassegna per pochi” venga sostanzialmente riproposta nel 2010, sia pure appunto con una “spolverata” (possiamo riempirci la bocca di “crossmedia” e di “nuove identità”, ma le tendenze che fanno capo a queste espressioni erano già parte integrante del programma del vecchio festival).
La ragione – viene detto – è che
E veniamo ai passi più meschini del testo del Sindaco. Ancora un volta si commenta da solo il riferimento ad alcuni dei miei predecessori, adombrando magari mie scorrettezze nei loro confronti.
Ebbene, mi tocca affermare allora che a Morando Morandini mi lega un affetto profondo e una stima sconfinata e che lo stesso Morando è stato ospite dell’ultima edizione del Festival esprimendo lusinghiere considerazioni, mentre Antonio Costa (Antonio, signor Sindaco, non Andrea: quello era l’illustre socialista, ma capisco che si tratti di un lapsus per così dire “fisiologico”), è semplicemente il docente di cui mi onoro di essere stato allievo e a cui devo molto della mia passione per il cinema.
Quanto alle accuse di trascuratezza e di sporcizia (della sede), qui viene solo da sorridere, sia pure malinconicamente (visto che è pur sempre sotto accusa il lavoro svolto con abnegazione da tante persone sia pure, questo è certo, in sedi inadeguate e con risorse finanziarie insufficienti).
Va bene: siamo stati brutti, cattivi e ovviamente anche sporchi.
Spero solo (ma ne sono certo) che al Sindaco come a tutti noi stia a cuore, anche e più, un’altra forma di pulizia: quella morale.
Concludo inviando alla nuova direttrice auguri sinceri, sincerissimi, di buon lavoro. Fare un Festival è cosa difficile e complicata.
Anche se – come si apprende dal sito del festival – l’iniziativa di ricercare “volontari” a cui affidare incarichi di alta professionalità come la stessa gestione del sito e il coordinamento delle giurie non mi pare un indizio incoraggiante.
Fabrizio Grosoli*
* Fabrizio Grosoli, giornalista e critico, ha diretto negli ultimi sei anni l’area di produzione del documentario della casa di produzione Fandango di Domenico Procacci. Ha co-diretto Riminicinema e collaborato con importanti festival italiani, tra cui
Dopo l'intervento dell'ex direttore del Bellaria Film Festival Fabrizio Grosoli relativo al suo esautoramento, interviene anche Antonio Tolo, capo dell'associazione Close up che gestiva l'organizzazione del Bff, anch'essa vittima della lottizzazione politica di Enzo Ceccarelli. In particolare Antonio Tolo replica per filo e per segno al comunicato stampa emesso dal sindaco (vd. allegato) in seguito alla lettera con la quale Grosoli denunciava la lottizzazione politica messa in atto dall'amministrazione comunale. Sul Bellaria Film Festival potrete leggere un'ampia inchiesta nelle pagine 6 e 7 del numero di gennaio di "Ottopagine".
Dal momento che la replica del sindaco di Bellaria Igea Marina Enzo Ceccarelli alla lettera aperta di Fabrizio Grosoli, chiama in causa l’Associazione “Close Up”, che ha curato l’organizzazione del BFF
Poco dopo aver ricordato i direttori Morandini e Costa (Antonio, non Andrea come erroneamente scritto dal Sindaco; forse il refuso è legato al fatto di non sapere chi diavolo sia…) il sindaco Ceccarelli dice, correttamente, che “l’Associazione che, insieme a lui [Fabrizio Grosoli], ha gestito la manifestazione, si è limitata a presentare il proprio programma in uno degli ultimi giorni utili per rientrare nei termini previsti per la richiesta dei contributi regionali e provinciali”.
In effetti l’Associazione “Close Up” ha presentato il suo progetto il 28 ottobre 2009, un termine che, evidentemente, è stato giudicato troppo a ridosso della scadenza (31 ottobre) prevista per l’istanza di contributo ai sensi della legge regionale in materia.
Al di là dell’oscurità del passaggio “si è limitata a presentare il proprio programma” (cos’altro avrebbe dovuto fare l’Associazione se non fare una proposta all’Amministrazione?), dalla lettura del brano deduco che, se avessi presentato la proposta una settimana o dieci giorni prima sarebbe stata accolta.
Mentre maledico la mia pigrizia, apprendo che
Leggendo meglio la delibera scopro che
Meno male.
Sono più tranquillo nel sapere che il BFF 2010 sarà organizzato da qualcuno che ha presentato la propria proposta ancora più in ritardo di noi. Mi sarebbe pesato sulla coscienza il pensare che la scelta dell’Amministrazione dipendesse da una questione di date.
No no, sicuramente l’Amministrazione ha scelto sulla base di altri criteri. Mi domando quali possono essere dal momento che la replica del Sindaco non offre spunti in merito. Non credo siano basati sulla competenza, la professionalità e l’esperienza; in fondo Fabrizio Grosoli è uno dei massimi esperti italiani di documentario, collaboratore - tra l’altro - della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e della Festa del cinema di Roma. No i criteri devono essere altri. Leggo e rileggo il brano ed ho l’illuminazione: Hera. Ecco la chiave di lettura: la pulizia.
Il Sindaco Ceccarelli infatti sostiene che “per pulire la sede all’interno della Biblioteca […] oggi dovrà entrare in azione Hera”. Credo che i bellariesi non debbano preoccuparsi; viste le abilità che sta dimostrando in materia, non è necessario di mobilitare la “holding multiutility”: bastano Giunta e relativa maggioranza per fare una bella piazza pulita.
Auguri.
Antonio Tolo – presidente dell’Associazione “Close-Up”
Riceviamo e pubblichiamo la lettera con la quale Fabrizio Grosoli, ex direttore artistico del Bellaria Film Festival, denuncia di essere stato vittima di una misera lottizzazione politica messa in atto dall'amministrazione Ceccarelli. Il numero di gennaio di "Ottopagine" riporta un'ampia inchiesta sul Bellaria Film Festival.
Ho appreso da notizie riportate da alcuni organi di stampa locali di essere “decaduto” dal mio ruolo di direttore artistico del Bellaria Film Festival (ruolo esercitato per 4 anni, dal 2006 al 2009) e di essere stato “sostituito” dalla Dott.ssa Emma Neri.
Il Bellaria Film Festival è una manifestazione culturale storicamente promossa (nel 2009 si è svolta l’edizione n. 27) e materialmente in gran parte finanziata dal Comune di Bellaria Igea Marina.
L’amministrazione comunale allora in carica (l’attuale di orientamento centro-destra è in carica al giugno 2009) mi aveva affidato il compito impegnativo e ambizioso di rilanciare il progetto culturale del Festival, compito che io ho interpretato trasformando la manifestazione in un festival del Cinema Documentario indipendente, sia nazionale che internazionale.
Non sta a me giudicare la riuscita di questo progetto.
Evidentemente la nuova amministrazione deve averlo giudicato fallimentare, vista la mancata conferma dell’incarico e visto il fatto che non mi è arrivata neppure una telefonata di cortesia (sarà il brutto vezzo di imitare i “poteri forti”, con il triste spettacolo che dà spesso il nostro Parlamento, a incoraggiare la maleducazione).
Invece no. Le “linee di programma” della 28ma edizione redatte dalla nuova direttrice non solo mantengono “le linee guida degli anni precedenti” (cioè quelle della mia direzione), ma ne sono di fatto un esatto ricalco(verrebbe da dire un plagio): le sezioni competitive sono le stesse, i titoli sono gli stessi, perfino alcune delle rassegne collaterali sono riprese da quelle delle ultime edizioni.
E allora che cosa non andava bene? Che cosa rendeva necessario un cambio radicale di conduzione del festival a tutti i livelli, visto che anche l’associazione culturale che di fatto gestiva l’organizzazione del festival è stata esautorata?
Nella delibera del consiglio comunale in cui si assegnano i nuovi incarichi si fanno generici rimproveri alla gestione precedente circa lo “scarso impatto sulla città” (eppure commercianti ed esercenti avevano manifestato soddisfazione, eppure le serate all’Astra erano piene di gente), o l’aver scelto un periodo infelice (le date del 2010 però sono esattamente le stesse dell’anno scorso) oppure ancora si affermano falsità come quella che il festival avrebbe avuto riscontro soltanto “sulle riviste specializzate senza raggiungere un pubblico più vasto” (ci sono volumi di rassegne stampa a dimostrare il contrario oltre che eventi televisivi come la celebrazione dei 30 anni di “l’altra domenica” ripresa da RAISAT).
La verità, allora, deve essere un’altra. E se vogliamo chiamare le cose con il loro nome si chiama lottizzazione, spoil system, o come altro si voglia definire l’intrusione volgare e cialtrona del potere politico in tutti i settori della vita pubblica. Al punto da identificare gli operatori culturali come altrettanti soldatini militanti della parte avversa e quindi da spazzare via.
Ma l’aspetto più sgradevole della vicenda è il concetto che nasconde: tagliamo le teste e le braccia di chi ha fatto le cose (con dedizione e onestà) e il “prodotto” alla fine non cambierà. Come se si parlasse di qualsiasi sagra del pesce azzurro o dell’elezione di Miss Padania.
E invece un festival di cinema come lo è stato il BFF è il frutto della passione – quasi sempre disinteressata fino all’autolesionismo – di decine e decine di belle persone che arrivano a identificarsi in un progetto culturale fino a farlo diventare vita.
Ed è un delicato equilibrio tra messa in campo di idee, intrattenimento popolare, riflessione sul mondo che ci circonda. Tutto questo non nasce a caso e non è sostituibile. Così come non sono intercambiabili i rapporti costruiti con pazienza e ostinazione con le istituzioni, i media, le associazioni di categoria (tra i tanti: le università italiane e in particolare il DAMS di Bologna, le associazioni Doc/It e DER, i canali TV Cult, CurrentTV, RaiSat, l’ARCI-UCCA, e forse la stessa Regione Emilia-Romagna più di tutti).
Non ci illudiamo con questo messaggio di cambiare le cose. Non credo che i politici si faranno vivi o che la nuova direttrice si faccia prendere da un moto di cristiana solidarietà (o anche da un gesto semplice come una chiamata per ricevere magari un consiglio professionale).
Ci auguriamo soltanto che la nuova gestione voglia e sappia muoversi con la stessa passione che ha contraddistinto il meraviglioso gruppo che ha fatto il BFF negli ultimi 4 anni. Se così non sarà, se dovessero prevalere ancora una volta il cinismo, la furbizia, i calcoli di bottega, la rimasticatura di concetti da parte di chi si sforza di sbandierare un’identità culturale senza averla mai avuta, penso che se ne accorgeranno in tanti, a cominciare dal pubblico, quindi dai cittadini, di Bellaria Igea Marina.
Fabrizio Grosoli*
*Fabrizio Grosoli, giornalista e critico, ha diretto negli ultimi sei anni l’area di produzione del documentario della casa di produzione Fandango di Domenico Procacci. Ha co-diretto Riminicinema e collaborato con importanti festival italiani, tra cui
Nonostante l'amministrazione con il suo assessore Stambazzi voglia far intendere di aver finalmente (!) reso più sicura questa città con tanto di militarizzazione del territorio (ronde e via dicendo), a ben guardare ci si rende conto di come nelle parole di chi abbia fatto passare Bellaria Igea Marina per un paese insicuro e degradato (una sorta di Bronx de' noantri), divenuto magicamente il mondo delle fiabe, ci sia una bieca operazione di immagine, con tanto fumo e poco arrosto. Come dire: diffondere insicurezza, sebbene non ce ne sia motivo, per poi proporre una soluzione. Prima si crea un bisogno (fittizio), poi se ne offre il rimedio (altrettanto fittizio).
Il fatto è reso tanto più evidente quanto più si osserva la realtà concreta delle cose. In pieno centro, ad esempio, a due passi da piazza del Popolo dove si trova il Municipio, risulta abbandonata da almeno tre mesi un'automobile di dubbia provenienza. Strano che gli amministratori (un tempo alfieri della legalità e del decoro urbano) non se ne siano mai accorti, sebbene vi passino quotidianamente davanti.
Dateci una mano per il bene della città
Si ricomincia.
Qualche mese per raccogliere le idee. Ed anche per metabolizzare la sconfitta. Anzi: le proporzioni della sconfitta. Proporzioni che fanno pensare davvero quanto scollamento ci fosse con i cittadini.
Nessuno deve tirarsi indietro. Nessuno deve rigettare responsabilità oggettive. Errori ce ne sono stati sicuramente anche nel corso della campagna elettorale, ma non sono sufficienti a giustificare una punizione così acuta. Drastica. Non ci hanno voluto. Nemmeno quelli che ci volevano prima. E’ da questa riflessione che siamo ripartiti. Pronti a recuperare. A conquistare fiducia. A prender parte con autorevolezza e senso dello Stato al gioco democratico.
Sono trascorsi molti giorni dal “cambio” di squadra. Un tempo sufficiente per far vedere qualcosa di nuovo. E invece si scorge solamente una linea di galleggiamento precaria. Non si cerchi di giustificare il tutto con gli obblighi del patto di stabilità. Riguarda tutti gli enti locali. Molti hanno già fatto intravedere una fisionomia, passi applicati di un programma. Scelte. Coraggio. Qui siamo alla routine. Al giorno per giorno. Al silenzio. E un po’ anche alla presunzione. Quando si dice, ad esempio, che i soldi per l’interramento della ferrovia ci saranno: “Ce li hanno promessi!”. Ahimè, risulta che grandi cifre dal Governo – amico di chi governa Bellaria Igea Marina – non ci siano a disposizione, forse nemmeno per il ponte di Messina… Staremo comunque a vedere se il millantato credito sarà erogato. Intanto vogliamo far sapere ai cittadini che ci siamo. Pronti a raccogliere segnalazioni, a raccontare cosa non va e che cosa, invece, si dovrebbe fare. Pronti a dare una mano e a farci dare una mano per il bene della città. Pronti a proporre, a sollecitare, a incontrare tutti quelli che hanno idee per rilanciare una appannatissima “griffe” che un tempo non lontano valeva molto in ambito turistico.
Leggeteci. Scriveteci. Aiutateci.
A.G.
(Disegno di Tullio Pericoli)

